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Domande e risposte sull’esperienza Au Pair in Australia

Di Jordan on Jan 10, 2019
Domande e risposte: esperienza Au Pair in Australia
AuPair.com presenta Jordan Fields da The Places Jo goes! Jordan viene dall’Oklahoma, negli USA, ed è stata Au Pair in Spagna. Ha un blog dove scrive di viaggi e lifestyle e dà consigli ai suoi lettori.
 
In questo articolo Jordan intervista la sua amica Samantha, anche lei un’Au Pair ma in Australia!
 
Era il luglio 2015 quando Samantha Mclaughlin ha lasciato la sua casa in Texas con un biglietto di sola andata per Melbourne, in Australia. Da poco diplomata al college con tanta voglia di crescere e di scoprire nuove culture, Samantha avrebbe trascorso 15 mesi in una delle città più vivaci del mondo.
 
Dopo averle chiesto perché consiglierebbe l’esperienza Au Pair agli altri, lei risponde: “È un’esperienza che dà moltissimo, soprattutto in termini di crescita personale ed è qualcosa che apprezzerai per il resto della vita. È terrorizzante, emozionante ed emotiva, stancante, soddisfacente e tutto ciò che ti può venire a mente, ma ne vale la pena. Cogli l’attimo, compra il biglietto e parti, fidati”. - Samantha Mclaughlin
 
Il periodo che Samantha ha trascorso all’estero le ha dato l’opportunità di condividere la sua esperienza e i suoi insegnamenti con gli altri. Seguimi mentre mi immergo nel viaggio di Samantha, nei suoi racconti, consigli e ricordi del suo anno all’estero!

Dimmi qualcosa di te e di dove hai fatto l’Au Pair.

Ho 25 anni e ho vissuto tutta la mia vita in Texas, esclusi i 4 anni di college in Oklahoma. Ho dei genitori che mi supportano e due fratelli, uno più piccolo e uno più grande, che adoro. Lasciarli per diventare Au Pair a Melbourne, in Australia, è stato molto difficile ma sono stata fortunata a ricevere tutto l’amore e il supporto di  cui avevo bisogno prima di prendere questa importante decisione.

Perché hai deciso di diventare Au Pair? Che cosa ti ha ispirato?

Ho sentito parlare dell’Au Pair da altre persone. La segretaria di mia madre ha una figlia della mia età e una sua amica era stata Au Pair in Spagna. L’informazione mi è arrivata da lei e l’idea mi ha subito interessato e ho cominciato a fare ricerche online.
 
Potrà suonare come un cliché ma è pur sempre vero: ho sempre adorato i bambini. Le loro menti curiose, impressionabili mi affascinano e vengo continuamente ispirata dal loro essere senza pensieri e preoccupazioni. Dopo il college, ero consapevole di due cose: #1. Volevo vivere un’esperienza unica e fare qualcosa che mi facesse uscire dalla mia comfort zone e che mi avrebbe aiutato a crescere e #2. idealmente, avrei voluto che la prima cosa includesse i bambini.
 
Diventare Au Pair all’estero includeva entrambe le opzioni.

Perché hai scelto l’Australia? Hai scelto prima il luogo o la famiglia?

All’inizio volevo andare in Spagna ma l’idea di una barriera linguistica è diventata presto un ostacolo. La comunicazione è un aspetto importante del mio essere Au Pair e sapevo che se non avessi potuto comunicare chiaramente con la famiglia, non sarei stata felice.
 
Ho scelto l’Australia per due motivi. Per prima cosa, è un paese di lingua inglese e poi non ci ero mai stata. Dopo aver deciso dove andare, cercare una famiglia è stato veloce.

Come hai scelto la famiglia con cui sei stata?

In realtà sono stata con due famiglie durante il mio periodo a Melbourne. Ho scelto le famiglie in base a quello che cercavano in un’Au Pair e in base al feeling che si è creato tra noi. Sentivo che questo sarebbe stato un aspetto molto importante nella scelta di una famiglia per cui avrei lavorato ma soprattutto con cui avrei vissuto.

Hai avuto bisogno di un visto? Se sì, com’è stato il procedimento?

Sì, avevo il visto Work & Holiday. È stato relativamente facile ottenerlo. La famiglia aveva già avuto diverse Au Pair prima di me e mi ha aiutato durante tutto il processo.

Che cosa ti è piaciuto dell’esperienza Au Pair in Australia?

Oh wow, potrei parlare per ore. L’ho adorata, mi è piaciuto tutto. Essere membro di un’altra famiglia, influenzare la crescita dei bambini, imparare la loro cultura e il loro modo di vivere.

Per quanto tempo sei stata e quanto consiglieresti di stare?

Sono stata 15 mesi (luglio 2015-ottobre 2016). Credo che la durata del soggiorno dipenda molto dalla persona. Sono partita per l’Australia con un biglietto di sola andata, senza sapere per quanto tempo ci sarei rimasta. Pensavo a 12 mesi ma era solo un’idea. Devo dire, però, che il mio periodo all’estero sarebbe stato molto più breve senza Facetime che mi ha salvato durante gli inevitabili giorni di nostalgia. Se la mia famiglia e i miei amici avessero abitato a Melbourne, non sarei mai partita. Infatti sono stati l’unico motivo per cui sono tornata.

Di quanti bambini ti occupavi e quanti anni avevano?

Nella prima famiglia mi sono occupata di due bambini, di 4 e 2 anni, con un altro in arrivo, e la seconda famiglia aveva due bambine, di 2 anni e mezzo e 5 mesi.

Com’era la tua routine? Quali erano le tue responsabilità?

Dipende ma la maggior parte delle volte facevo lunedì-venerdì dalle 7:30 alle 17-18. I miei compiti erano prendermi cura dei bambini e dei loro bisogni. La bimba più grande andava a scuola ogni giorno, quindi dovevo occuparmi più che altro della piccola. La portavo fuori al parco ogni giorno, a lezione di musica una volta a settimana. Dovevo seguire un orario preciso per farla dormire e un metodo di allenamento del sonno molto specifico, dovevo mettere a posto i giocattoli, farle il bagno e occuparmi della casa quando potevo (svuotare o caricare la lavastoviglia, pulire, spazzare o passare l’aspirapolvere ecc.). Mi piace stare nel pulito quindi ho sempre cercato di far trovare la casa bella e pronta ai genitori, una volta che tornavano dal lavoro, così non dovevano preoccuparsene e potevano passare del tempo con le piccole.

Potresti spiegare la cultura australiana o quella della città in cui eri in poche parole?

Melbourne è una città molto attiva e vivace e me ne sono innamorata subito. Sembrava che l’intera popolazione si riversasse in strada per fare esercizio e passeggiate, cosa inusuale in Texas. Non abbiamo molti mezzi di trasporto in Texas quindi ne avevo pochissima esperienza prima di Melbourne. Col tempo mi ci sono abituata e li ho trovati utilissimi quando dovevo uscire, considerando che non avevo un’auto a disposizione.
 
Il cibo veniva presentato divinamente e ogni bar era unico e sempre sul pezzo con cibi innovativi e sperimentali. L’architettura e il design erano fantastici. Mi sembrava di vivere in un blog o in una pagina di Instagram.

Hai avuto l’opportunità di viaggiare mentre eri lì? Se sì, dove?

Sì! Sono stata sulla Gold Coast e in Tailandia con la mia Famiglia Ospitante, a Sydney con la mia mamma e in Giappone con il mio papà.

Che cosa avresti voluto sapere prima di fare l’Au Pair?  C’è qualcosa per cui avresti voluto prepararti di più?

Avrei voluto sapere cose più utili e “reali” sul vivere con una famiglia per cui avrei lavorato. Ha richiesto una certa dose di adattabilità e ho imparato tantissimo. Non sono sempre state rose e fiori e ovviamente ero pronta a eventuali problemi ma ho dovuto comunque adattare il mio stile di vita per vivere con i miei capi.

Avevi risparmiato molto prima di partire? Hai potuto mettere da parte qualcosa laggiù? Quali sono le spese da affrontare?

Ho messo da parte qualcosa ma non molto. La parte più costosa è stata partire ma per fortuna i miei genitori mi hanno aiutato con le spese all’inizio. Dopo qualche mese sono riuscita a riprendere i soldi che avevo speso. L’Australia è abbastanza cara ma venivo pagata settimanalmente  e a volte facevo qualche ora in più, perciò non ho mai avuto problemi con i soldi. Avere vitto e alloggio inclusi aiuta moltissimo.

È stato facile fare amicizia all’estero? Come hai conosciuto altre persone?

Ecco, di questo ero abbastanza preoccupata prima di lasciare gli USA, ma fare amicizia e incontrare altre persone, soprattutto Au Pair, è stato sorprendentemente facile! Mi sono iscritta a un gruppo facebook per Au Pair e famiglie nella mia zona e c’era sempre qualcuno che postava eventi o incontri collettivi. Ho incontrato anche altre persone tramite la mia famiglia ospitante e i loro amici con Au Pair.

Quali sono gli insegnamenti che hai tratto da questa esperienza?

  • Ovviamente avere sempre fiducia nel proprio istinto ma anche che va bene parlare agli estranei e chiedere aiuto se se ne ha bisogno.
  • Godersi il tempo con i bambini, soprattutto quando sono piccoli. Il tempo vola.
  • Non avere paura di parlare con la famiglia ospitante delle proprie preoccupazioni o problemi. Possono capire molto di più di quanto aspetti.
  • Mamma e papà si possono sempre raggiungere con una chiamata.
  • Scatta foto ma assapora il momento. Osserva le montagne, l’oceano o qualsiasi altro paesaggio per qualche istante in più.
  • Camminare fa bene alla mente, al corpo e all’anima.

16. I tuoi ricordi preferiti?

Assistere a una delle piccole sedersi per conto proprio, gattonare, stare in piedi, parlare e camminare per la prima volta. È un ricordo che porterò sempre con me.
 
La mia famiglia ospitante, essendo ebrea, non celebrava il Natale. Eravamo in vacanza a Surfer’s Paradise in quel periodo e per me è stata dura non essere con la mia famiglia durante le vacanze. Mentre ero fuori a esplorare la città, la famiglia ospitante ha disegnato un piccolo albero di Natale tutto decorato e lo ha appeso alla parete, con un regalo sotto. Quando sono entrata in casa ho dovuto trattenere le lacrime. Volevano che mi sentissi a casa e quello è stato il gesto più bello che qualcuno abbia mai fatto per me.

Anche se è stata la cosa più difficile che io abbia mai affrontato, ricorderò per sempre il momento in cui ho dovuto dire addio alla mia famiglia ospitante e lasciare Melbourne. Il cuore mi si è spezzato e non pensavo che sarebbe stato così difficile. È uno dei miei ricordi preferiti perché, nonostante la tristezza che ha causato, è stato un momento bellissimo, condiviso con persone che fino a poco tempo prima erano estranei, ma che poi sono diventati una parte importante della mia vita. Sono diventati la mia famiglia e sarò sempre grata per il rapporto e il legame che ho creato con loro.
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